sabato 15 luglio 2017

Fine

Esiste una sensazione migliore di spengere il motore nel silezio in mezzo al mare e vedere che la barca si muove e piano piano comincia a prendere velocità? 
Per le vele ci siamo rivolti a Diamond  di Cecina, siamo stati anni a pensare con cosa partire, yankee e trinchetta o genoa?
Poi alla fine ci siamo fatti consigliare da diverse persone; nei mesi estivi spesso c'è poco vento o troppo e lo yankee è poco adatto per risalire il vento, per un anno rimarremo a Cala dei Medici e per tornare dall'isola d'elba sarebbe faticoso.
Quindi abbiamo optato per: randa,  trinchetta e genoa, lo yankee lo compreremo più avanti.
La prima volta siamo usciti con pocchissimo vento, eravamo entrambi scettici perché la barca è pesa (14.5 circa), si muoverà?
Abbiamo iniziato a tirar su la randa e poi spento il motore, magia, nel silenzio la barca ha iniziato a muoversi, il vento soffiava tra i 6 e gli 8 nodi, poi abbiamo aperto il genoa e ... via.
Un ora circa di prove. 4.5nodi di velocità con 7 di vento.
La settimana dopo con Pietro di Diamond abbiamo fatto una giornata intera di vela, siamo usciti con un bel maestrale sui 16-18 nodi e un po' d'onda, tralascio il resto e vado al sodo, la barca va e alla grande, abbiamo toccato gli 8.5 nodi con 16 di vento, la barca e talmente stabile che sembra un treno sui binari.
Grande progetto Dix, complimenti e grazie.
Abbiamo provato tutte le andature e tutte le vele,  la barca sbanda poco e quindi, mentre altre barche avevano messo una o 2 mani di terzaroli, noi eravamo a piene vele, giornata meravigliosa purtroppo sciupata nella sua parte finale, dal cantiere di cecina (dove abbiamo fatto il varo) al quale avevamo affidato 2 cose, il filtro acqua del motore e la tenuta PSS della linea d'asse.
Sapete che abbiamo fatto tutto da soli, le uniche 2 cose che abbiamo affidato a dei "professionisti" sono state queste.
Al ritorno, Pietro è sceso giu a fare un controllo generale e ..."Marco la barca è bagnata",  mi sono precipitato giù metre Alessio era al timone, apro un sportellino e vedo il mare.
Dito in bocca, salata. Panico.
Spaiolo la tenuta e vedo il mare che era fuori entrare dentro.
L'anello della tenuta si era allentato e entravano circa 40 lt al minuto, abbiamo acceso le sentine e il motore,  ammaninato le vele e ci siamo precipitati in porto.
2 ore che ci sono sembrate eterne.
Potevamo anche fermare la barca e rimettere apposto l'anello ma il motore ha fatto cilecca le prime 2 o 3 volte e non abbiamo voluto rischiare.
Rientrati in porto e con la linea d'asse finalmente ferma, abbiamo constatato che uno dei 2 grani non era stato strinto bene.
Una bella esperienza grazie agli arroganti fenomeni dei tecnici del cantiere di Cecina (avreste dovuto vedere nei giorni del varo come criticavano il lavoro che avevamo fatto noi). Abbiamo passato 2 giorni a pulire e ad asciugare la barca.
Uno speciale ringraziamento va a







Pietro.
Comunque eccoci qui, è arrivato il giorno dei saluti, questo è l'ultimo post, Alemar è diventata una bella (secondo noi) barca a vela, stiamo finendo le ultime rifiniture e costruendo il bimini e il paraspruzzi.
Ci stiamo preparando alle nostre prime vacanze in barca a vela, partiremo piano e poi, una volta preso fiducia e se tutte le cose saranno apposto, raggiungeremo l'isola d'elba e le isole attorno e forse anche la corsica.
La speranza è che questo blog possa essere servito a qualcuno e che possa in futuro essere fonte di ispirazione per qualche pazzo come noi, lo so che ci siete da qualche parte, fatevi avanti. Crediamo di aver spostato l'asticella del "fai da te" più in alto e se un programmatore di computer e un falegname hanno fatto questo, tutti possono fare qualsiasi cosa.
Ciao a tutti e buon vento.

Interni

La falegnameria non vuole compromessi, è un lavoro difficile, si è vero, improvvisarsi falegnami piace un po' a tutti, la soddisfazione di prendere un pezzo di legno grezzo, segarlo, incollarlo e levigarlo è affascinante e intrigante ma i rislutati sono sempre mediocri forse funzionali ma sicuramente esteticamente pessimi, una persona mediamemte illuminata se ne rende conto da solo e subito, inutile mentirsi. Il motivo è molto semploce, è un lavoro difficilissimo che ha bisogno di attrezzature professionali e costose.
Noi fortunatamente avevamo tutto ciò e in casa e onestamente si vede, le fotografie non rendono giustizia, Alessio si è superato.
Io, che ho imparato a far tutto, da subito mi sono reso conto che la fase di falegnameria era un altra cosa, umilmente mi sono tirato indietro e mi sono limitato a porgere gli attrezzi,  poi Alessio mi ha sollevato giustamente anche da quel ruolo e ha preferito portarsi dietro i suoi collaboratori.
Tutto il legno è compensato marino impiallacciato rovere, i cielini sono imbottiti e rivestiti con ecopelle, cucina e bagni rivestiti in corean, il paiolato è vengue con le fughe i corean.
Tutto il legno, anche le parti iterne che non si vedono e non sono state impiallacciate, sono state verniciate con 2 o 3 mani.













martedì 28 marzo 2017

Strumentazione a Bordo

Anche qui abbiamo fatto tutto da soli e non ci siamo fatti mancare nulla o quasi.
Tutta la strumentazione è Raymarine, lo schema lo ha progettato direttamente la filiale di Milano  e anche il supporto è stato diretto.
L'unica discussione/riflessione è stato tra Radar o  AIS o tutti e 2, naturalmente l'ovvio ci portava a entrambi ma per i costi abbiamo poi optato per il solo Radar, appena ci siamo ripresi economicamente non escludiamo il suo inserimento a bordo.
Lo schema è molto semplice e ha funzionato tutto alla prima (solo il radar non funzionava e ci ha fatto perdere molto tempo, dopo svariate prove è risultato guasto e ce lo hanno sostituito prontamente in garanzia).
Antonio Toso ha provveduto a constatare il corretto funzionamento, ad aggiornare il software e configurare il pilota automatico.




lunedì 27 marzo 2017

Impianto Elettrico Barca Alluminio

Farsi l'impianto elettrico in casa non è poi così difficile, ci vuole tempo ma si può fare, alla fine c'è sempre un filo rosso e uno nero, questo è stato il nostro mantra fin dall'inizio.
L'importante è abbondare con i corrugati e scatole di derivazione grandi.
Noi avevamo previsto 4 dorsali a dritta e 4 a sinistra di 35 mm e una scatola  di derivazione ogni 2 mt circa, ma non è bastato, i fili da passare sono tanti, noi poi avevamo scelto di prevedere tutto il possibile e quindi di cavi ce ne vuole qualche chilometro.
Come si parte? tutto ruota intorno al circuito primario e al quadro, il quadro si progetta dopo aver scelto cosa uno ci vuole in barca, semplice vero?
Noi non ci siamo fatti mancare niente.
Ancor prima di iniziare la costruzione è stato necessario scegliere tra 12V e 24V, la nostra ignoranza ci ha spinti sul 12V perchè ... perchè non conoscevamo la differenza e ci sembrava più facile, tornassimo indietro assolutamente sceglieremmo il 24V.
Ma la differenza qual'è? secondo noi nessuna perché alla fine qualsiasi strumento è possibile acquistarlo a 12V o a 24V ma le sezioni dei cavi necessari per il 24V sono molto inferiori, questo si trasforma in un risparmio in rame (soldi) e in peso.
Torniamo ai quadri, noi abbiamo la barca dotata di: Sentina, WC Elettrico, Maceratore, Livello acque, Prese a 12V, VHF, Strumenti, Pilota automatico, Stereo, Ventilatori, Pompa acqua mare, Riscaldamento, Frigorifero, Frizer, Autoclave, Dissalatore, Luci Via Vela, Tricolore, Luce Fonda, Luce Crocetta, Luci Via Motore, Luci di Cortesia, Luci interne Sinistra, Luci interne Dritta.
Per l'alternata: Boiler, Prese 220, Forno.



Lo scafo è in alluminio e quindi deve essere a poli isolati, come si traduce il tutto? gli interruttori devono staccare sia il nero che il rosso, anche tutti gli stacca batteria devono essere bipolari ma la cosa più importante è che bisogna stare attentissimi, per evitare le correnti galvaniche, a non toccare mai lo scafo né col negativo né col positivo, la massa non esiste,
La struttura dell'impianto è "stellare", cioè tutte le utenze devono andare direttamente al quadro, le scatole di derivazione non servono per fare le giunture tra i neri e i rossi per "ripartire", servono per passare i cavi, quindi, da ogni punto luce, motore, ecc, partono 2 cavi (+/-), che vanno al retro quadro.
La sezione dei cavi è importante e questa va calcolata rispetto ai consumi dell'apparecchio da alimentare, noi abbiamo usato il 2,5, il 4 e il 6, per le utenze e vari motori. Altra cosa sono i cavi del circuito primario. Nel dubbio, abbondare. 
Per illuminare lo scafo abbiamo adottato le strisce di led e i trim per regolare (a pulsante) l'intensità delle luci.
Concettualmente lo schema stellare aiuta molto, soprattutto se si fa l'impianto in un periodo di tempo molto lungo (l'impianto è stato fatto in un inverno, da una sola persona avanza tempo, mentre l'altro lavorava agli interni).
I cavi del circuito del 240 devono passare da corrugati e scatole diverse da quelle della corrente continua.
Tutti i cavi, come dicevamo prima, devono poi raggiungere il retro quadro, e li uniti tramite morsettiere. dalle morsettiere poi partono i 2 poli che vanno agli interruttori del quadro.
Tutti i terminali sono stati giunti solo con tubi e cappucci termoretraibili, il rame nudo non deve esistere. Sarebbe stato meglio usare cavi stagnati, ma in Italia non siamo stati capaci di trovare nessuno che li vendesse, esiste un produttore inglese e uno nord americano, ma onestamente non avevamo voglia di iniziare spedizioni internazionali, ecc. e abbiamo comprato tutto da osculati,

Assolutamente indispensabile leggere sempre con attenzione e conservare con cura, tutte le istruzioni di tutti gli elementi da collegare, ci sono determinati elementi che non possono stare vicino ad altri o alla strumentazione, quindi bisogna fare molta attenzione.

Il circuito primario merita invece meriterebbe un capitolo apparte, anche qui non ci sono cose proibitive, bisogna fare attenzione e andare avanti per piccoli passi.
Il tester qui è assolutamente necessario.
Diciamo subito che noi abbiamo comprato tutti gli elementi del circuito da Zerbinati David e Ivan, senza di loro per noi sarebbe stato impossibile muovere un solo passo.
Abbiamo passato un giorno intero con Ivan che ci ha spiegato tutto e soprattutto, ha risposto a tutte le domande, anche molto stupide, che gli abbiamo posto, del resto chi ha fatto tutto l'impianto non aveva mai passato un cavo in vita sua e non sapeva usare nemmeno il tester, immaginatevi quindi la pazienza che hanno avuto gli Zerbinati.
Il progetto è stato da loro progettato per noi.

L'alternatore (Balmar) deve essere a poli isolati, Victron invece sono l'isolatore di massa e il combi/invertor.
6 batterie 12V 105 A Haze al GEL per i servizi, 2 batterie per l'elica di prua e 1 Batteria AGM per il motore. Victron anche il dual charge dei pannelli solari.
Il supporto (psicologico) di IVAN è stato indispensabile, durante la realizzazione del primario sono nati diversi dubbi per noi enormi, prontamente ridimensionati da Ivan.
La parte più ostica è stata la parte inerente al motore, relè, 12V sotto chiave (non riuscivo proprio a capire come stavano le cose).

Per scelta, non entriamo nello specifico, questo è il circuito di Alemar e non di altre barche e tutto quello qui scritto non deve essere assolutamente preso e applicato ad altre barche, è necessario infatti assolutamente rivolgersi a ingegneri e tecnici abilitati alla progettazione.

Alla fine ha funzionato tutto alla prima, luci, pompe, elica di prua, salpa ancora, livelli carburante, acque grige e serbatoi acqua potabile e tutto il resto, incredibile vero? anche per noi.
Il collegamento dell'alternatore è stato però fatto da Antonio Toso, un tecnico che lavora nelle zone di Rosignano, naturalmente a secco il motore non poteva essere azionato e quindi le prove non potevano essere fatte e poi avevamo bisogno assolutamente di un confronto per avere certezza che quello fatto andava bene, avevamo quindi trascurato volontariamente questa parte. Giornata interessante quella passata con Antonio, ci ha dato qualche consiglio molto utile. 
La cosa importante è stringere con molta forza tutte le parti potenzialmente mobili per evitare cortocircuiti, cosa che dove esser fatta anche ricorsivamente con la manutenzioni ordinarie e durante i controlli.






venerdì 17 febbraio 2017

Ci è dolce il nostro navigare.

Per la prima volta ... il mare.
Grande emozione.
Dopo 10 minuti il pannello del motore ha iniziato a fischiare come un aquila, tutti fermi.
Il motore non aveva una goccia d'acqua.
A bordo niente e il tender rigorosamente a terra.
Fortunatamente i giorni precedenti aveva piovuto e avevamo inavvertitamente lasciato un secchio di plastica.
Filtrata quel poco di acqua piovana e riabboccato il motore, siamo ripartiti.
Il mare era calmo e la giornata semplicemente meravigliosa.
Dolcemente e lentamente abbiamo lasciato il porto di Cecina e raggiunto il porto di Cala dei Medici a Rosignano. Per un po' rimarremo ormeggiati li.
La calma serafica del nostro amico e Skipper ha reso la navigazione ancor più bella e sicura.
Appena giunti a terra abbiamo comprato il liquido di refrigerazione e riempito il radiatore (se così si chiama).
Bisognerebbe tirare le orecchie al motorista che lo ha revisionato.
Non abbiamo potuto spingere molto il motore a causa del problema del surriscaldamento, ma per un attimo abbiamo raggiunto i 6 nodi ad un regime di 2000 giri del motore.
Che gioia.

giovedì 26 gennaio 2017

Albero

Gli eventi importanti si susseguono troppo velocemente e siamo stanchi e storditi come pugili per colpa delle grosse emozioni che ci piovono addosso come cazzotti.
Il giorno del varo è stato durissimo, ci siamo svegliati molto presto e abbiamo cercato con tutte le forze di finire invano quello che ci eravamo prefissati, purtroppo non si è mai pronti.
All'ora prefissata è arrivata puntuale la gru e siamo dovuti scendere dalla barca quasi a strattoni, la processione con il mezzo telecomandato che trasportava la barca al pontile del varo è stata un agonia, eravamo tutti dietro in silenzio a passo di funerale.
Poi la gru l'ha imbracata e in un attimo era in acqua con le fasce che la tenevano, siamo saltati su in un sol balzo e ci siamo precipitati giù a controllare le prese a mare, 1, 2 , 3, 4 ... abbiamo perso il conto. 
Miracolo erano tutte asciutte, nessuna infiltrazione, niente. 
E tutti gl'incubi funesti che per 6 anni ci hanno accompagnato? 
Siamo risaliti su e abbiamo dato l'ok, la barca galleggiava, a questo punto abbiamo tolto le fasce e la barca è rimasta dritta.
Poi abbiamo messo in moto e dopo un piccolo intervento, l'acqua dalla marmitta ha cominciato a fluire. Le emozioni non si possono descrivere quindi meglio rinunciare.
A questo punto ci siamo staccati dal pontile per raggiungere il molo a noi assegnato e abbiamo ingranato la marcia in avanti e dato gas, stranamente la barca ha cominciato ad andare all'indietro, marcia indietro e la barca andava in avanti. Vabbè abbiamo sbagliato qualcosa.
A questo punto abbiamo affidato la nostra barca alle mani esperte di un nostro amico skipper di nome Marco che dolcemente ci ha condotti all'ormeggio. Noi non abbiamo avuto coraggio nemmeno di toccare i timoni, non eravamo pronti psicologicamente.
All'ormeggio abbiamo cominciato a sorridere come scemi e insieme a massimo e Marco abbiamo finalmente aperto una boccia di champagne e abbiamo festeggiato.
La giornata infinita era finalmente finita. 
Il peso della barca è risultato essere 14.5 Tonnellate.
Nei week end successivi abbiamo terminato tutto il fuori, roll-bar, quadro dei comandi, luci esterne, ecc. Onestamente lavorare al mare e sul mare è veramente un altra cosa, quasi una gioia. 
Ed eccoci qui al completamento di una barca a vela, l'alberatura.
Ci eravamo affidati alla Velscaf di Franco Manzoli di Genova, la scelta era ricaduta su di lui perchè con noi si è comportato fin da subito molto bene e alla fine ha confermato le nostre aspettative, persona onesta e molto umile, cosa rara in questo mondo.
Ci ha dato dei consigli utili attenendosi però al piano velico di Dix. 
L'albero di alluminio è verniciato bianco e alto 19,40 metri, 3 crocette in linea, strallo di prua e di trinchetta, paterazzo sdoppiato per facilitare l'ingresso in barca dal pontile.
I rinvii tutti in pozzetto. Lunedì in 3 lo abbiamo scaricato e montato, ieri lo abbiamo istallato sempre in 3 persone. 
Impressionante, di una bellezza unica (per noi), sicuramente si fa notare, lo Stesso Franco era veramente molto soddisfatto.
Il vento ieri era abbastanza forte la mattina alle 11 e abbiamo avuto non pochi problemi a piazzarlo nella sua base.
Alla fine però ce l'abbiamo fatta e abbiamo iniziato a fissare le sartie alle lande, dopo un pò l'albero è rimasto in piedi da solo.
Wooooouuuu, una barca a vela.
Con l'occasione abbiamo  per la prima volta preso possesso da soli della nostra barca e con questo immenso albero siamo tornati all'ormeggio.
Non so se per colpa del vento, o dell'emozione, o la non conoscenza della barca  o la nostra incapacità o molto probabilmente tutte le cose messe insieme, sta di fatto che per centrare quel piccolo maledetto molo, ci sono voluti 6 tentativi. Uno spettacolo che in pochi hanno avuto la fortuna di vedere. Miglioreremo con il tempo? forse.
In banchisa abbiamo poi montato il boma e con il bansigo siamo saliti per la prima volta all'altezza della seconda crocetta a tirare le diagonali. 
Ultimi ritocchi del sapiente Franco e finalmente l'alberatura era finita.
In concomitanza è arrivato anche il velaio che a preso le misure per farci un preventivo.
Un altra giornata infinita era finita.