venerdì 5 aprile 2013

Finestrature

Le finestrature sono state saldate e ripulite, l'aspetto è secondo noi molto piacevole, le aperture sono ampie e lo scafo dall'interno è veramente luminoso, iniziamo a capire ed apprezzare le potenzialità e le caratteristiche della pilot-house. Abbiamo scelto il metacrilato anzichè il vetro perchè così facendo riusciamo a tagliarlo a misura e a fare le lavorazioni autonomamente grazie al pantografo. Questa fase, non neghiamo, ci spaventava, ci eravamo rivolti ad aziende che realizzano finestre per imbarcazioni, ma la gestione era molto complicata e costosa, fai le dime, spedisci le dime, spera che il lavoro venga fatto bene,  paga i fornitori, ecc. Alla fine Davide Zerbinati ha confermato e migliorato le nostre idee e tutto il lavoro è stato molto veloce e semplice.
Per adesso non istalleremo i "vetri" di metacrilato, per evitare di sciuparli, questo lo faremo dopo averla verniciata e stuccata. Per renderla stagna alla pioggia, realizzeremo con il policarbonato che abbiamo di scarto, la vetratura. 
A prua abbiamo terminato gli sportelli dei 2 gavoni risaldando, ai telai, le parti che erano state tagliate tanto tempo fa.
Giorno dopo giorno assomiglia sempre di più ad una barca vera.
Per terminare la tuga manca:
1) istallazione delle lande
2) istallazione della falchetta (prossima tappa)
3) realizzazione e istallazione del tambuccio
4) istallazione del musone di prua
5) istallazione delle bitte
6) realizzazione di candelieri e pulpiti.

dai che manca poco .... poi ci ritufferemo dentro e sotto lo scafo.







lunedì 25 marzo 2013

400 mt in 4 mesi

Andiamo a riepilogare  quel che abbiamo combinato nei 4 mesi invernali, prima di tutto abbiamo diviso le forze, mentre uno di noi saldava e scartava l'altro lavorava l'alluminio al pantografo (strumento eccezionale e insostituibile).
Abbiamo passato praticamente dicembre e gennaio al calduccio davanti al pc a disegnare al cad, tutti gli interni e a studiare le soluzioni alle problematiche che ci attendevano  e poi abbiamo realizzato le lavorazioni che la macchina avrebbe dovuto compiere. Da Solimar abbiamo acquistato le guarnizioni degli osteriggi, perchè senza conoscere la reazione allo schiacciamento non potevamo calcolare le altezze giuste.
Impossibile, poi, finire l'esterno senza avere ben presente l'interno, gli osteriggi per esempio, devono essere  posizionati al punto giusto (in bagno per esempio).
La tuga è stata tutta saldata e scartata (400 metri di saldatura) e con il penetrante(rosso dall'interno e il reagente dall'esterno) poi abbiamo scoperto e riparato le magagne, il lavoro è stato duro, lungo e faticosissimo; le posizioni sono sempre molto difficili e abbastanza pericolose.

Alla fine abbiamo deciso di realizzare anche le finestrature, naturalmente a filo. L'ing. Zerbinati ci ha spiegato come farle, il materiale da noi scelto è il metacrilato fumè di 12mm di spessore, ci saranno quattro finestre per ogni lato, delle quali una apribile, mentre quella anteriore sarà realizzata in un unico pezzo. Il metacrilato deve galleggiare sul sicaflex, 1 cm circa sia di lato che sotto, la contro cornice è di 7 cm.
Le falchette sono composte da barre di alluminio piene di 80 per 30 e correranno ininterrottamente da prua a poppa, naturalmente per scolmare l'acqua, abbiamo realizzato degli ombrinali inclinati. La cosa che attualmente ci preoccupa di più è la loro centina e l'istallazione.
Le bitte sono state da noi disegnate ed estratte dal pieno, come pure i tienti bene, le lande, il musone di prua, la cerniera della paratia stagna, la base d'albero, la barra di rispetto e i contro telai degli osteriggi e passauomo.
Le cerniere in acciaio sono state fatte realizzare su misura, purtroppo ci siamo affidati ad una ditta che ha fatto solo danni, si erano presentati come in grado di realizzare qualsiasi cosa e invece si sono rilevati dei cialtroni, alla fine le abbiamo dovute farle rifare e ci sono costate tempo e una marea di soldi. Anche per questo abbiamo deciso di realizzare da noi il più possibile, tutto quello che fino ad oggi abbiamo comprato o fatto realizzare è stato molto dispendioso in tempo e denaro.
L'attrezzatura di coperta sarà tutta Harken, Danilo Fabbroni, che segue i progetti custom, è venuto da noi e insieme abbiamo deciso alcune soluzioni (ordine confermato).
Spero di essermi ricordato tutto.
Nei prossimi giorni salderemo definitivamente i telai delle finestre e poi inizieremo ad istallare le falchette (indispensabile per aumentare la sicurezza del lavoro in quota) e tutti gli altri componenti.


























 

martedì 11 dicembre 2012

Chiusa

Finalmente l'abbiamo chiusa.
Per festeggiare abbiamo istallato le ruote del timone, ora si che sembra una barca.
Le ruote sono diametro 1000, avevamo un po di timore perché avevamo calcolato tutto al cm, l'alternativa sarebbe stato scendere alle ruote di 900 ma più grande è la ruota meno sforzo si fa.
Grande gioia quando abbiamo appurato che girano.
Ora dobbiamo finire di saldare i passa-avanti e le fiancate e ripulire le saldature e poi, per il periodo invernale, ci chiuderemo in fabbrica, al pantografo, per realizzare i particolari mancanti descritti nel precedente post.


sabato 24 novembre 2012

Spingi, tira, taglia e piega.

Ce l'abbiamo fatta, abbiamo realizzato la nostra barca coupè (definizione di Roberto "il professore"). In settimana avevamo saldato la parte della prua, ma quella era facile perché dritta, il tetto della dinette invece era una sfida, piegare lamiere piane nei 2 versi, e non contenti, ne abbiamo aggiunto un terzo. In pratica con l'alluminio ormai riusciamo a fare qualsiasi cosa, siamo diventati dei lattonieri.
La giornata era splendida, la temperatura ideale, abbiamo per prima cosa consolidato e saldato le serrette alle ordinate e poi è iniziato il divertimento, uno sopra a saltare, l'altro sotto a saldare, 2 verbi complementari. La giunzione con il pozzetto è stata infine una gioia, tutte le curve sono andate al proprio posto.
Verso le 4 del pomeriggio ci siamo fermati e abbiamo sgomberato tutto, spazzato il pozzetto (ormai un rito a fine serata), e abbiamo posizionato i passauomo e oblò all'incirca nella loro posizione definitiva.
Avanza tempo abbiamo fuso e riempito l'ultimo settore della chiglia con il piombo, naturalmente non è entrato tutto, booooo, misteri della fisica, gli ultimi 200 kg circa li posizioneremo nella parte bassa dello scafo. Poi riunione per pianificare il da farsi dei prossimi mesi, questa la lista:
1) fiancate della tuga
2) realizzazione della cerniera  della porta stagna e istallazione della stessa
4) realizzazione delle lande e loro istallazione
5) realizzazione della barra di rispetto
6) falchette
7) Comprare il plexiglas degli oblò, le guarnizioni e le chiusure
8) realizzazione dei bicchierini dei candelieri, candelieri e pulpiti
9) realizzazione delle bitte e dei tientibene
10) linea d'asse (la vendetta)
11) chisura della chiglia
12) saldare i madieri del sopra serbatoio
13) piede d'albero, e tutta quella zona li.
14) realizzazione dei portelli degli oblò
15) disegnare e realizzare le dime della finestratura e ordine alla vetus.
16) porta stagna di poppa
17) istallazione degli ingranaggi del timone
18) tambuccio e dintorni

A Firenze si dice .... "e manca un po'"

  








sabato 17 novembre 2012

Seduti

Che dire, 2 anni di lavoro in piedi prima di riposarsi un po', a questo punto mancano le briciole di pane e i piccioni, le panchine (in alluminio), dove passare la vecchiaia, le mettiamo noi.
Iniziamo dicendo che non è stato facile, ci siamo completamente allontanati dal progetto di Dix, quindi avanzavamo alla cieca e, come se non bastasse, abbiamo pure esagerato.
Mettere 2 lamiere dritte ad angolo è facile e veloce, ma realizzare gli alloggiamenti dove incastonare il teak, curvare le lamiere degli schienali per rendere più confortevole l'aperitivo a bordo e "stondare" "l'instondabile" è un'altra cosa, soprattutto considerando i "non mezzi" che abbiamo (ci siamo realizzati sotto la rampa di scale una piegatrice degna della famiglia Flinstones).
Il risultato però è a dir poco sbalorditivo per 2 persone, una saldatrice, 3 smerigliatrici, una sega e 10 morsetti da falegname.
Le sedute misurano 195 cm e sono veramente comode.
Il tempo di prendersi un caffè seduti e siamo ripartiti, da prua questa volta.