lunedì 18 luglio 2011

Compro piombo

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E' tutto sbagliato, è tutto da rifare.

Il grande Gino Bartali aveva previsto tutto e poi si dice che alla seconda volta le cose vengono meglio, quindi, per non smentire gli uni e gli altri, abbiamo deciso di rifare tutti i telai.
La verità è che abbiamo commesso un errore nel prendere una misura nei disegni di Dix, non ci sentiamo nemmeno troppo in colpa perchè i progetti che abbiamo acquistato comprendono 2 configurazioni del Vickers45, una con il pozzetto centrale e una con quello posteriore, se una misura è presente su una sola delle 2 configurazioni vuol dire che tale misura va bene per entrambe le imbarcazioni, viceversa se una misura è presente su ogni disegno significa chiaramente che sono diverse. Concettualmente tutto questo è perfetto per un progettista che ad un esame presenta il proprio compito, ma immaginatevi di essere in un cantiere e che tutte le volte per prendere una misura bisogna aprire 6 disegni, cosa potrebbe succedere?
E poi dovete sapere che le misure dei segmenti vanno ricavati dal punto più alto a scendere.  Per farla breve abbiamo preso l'altezza e l'inclinazione in gradi della barca sbagliata perché su quella con il pozzetto centrale c'era (e solo li) il disegno della curvatura del deck e del tetto della tuga.
(Di fianco un dettaglio del progetto originale, tutte le altre misure vanno ricavate leggendo una decina di disegni)

Invece di inclinare le fiancate di 20 gradi le abbiamo fatte a 17 e l'altezza della tuga con il pozzetto posteriore (riferito alla DWL) era di 2050 anziché di 2200.
Morale della favola le dobbiamo rifare tutte. Meno male che siamo maniacali nei controlli e che ogni dubbio o sospetto ce lo confidiamo senza paura di passare per stupidi. In settimana abbiamo rifatto completamente i progetti su cad 2D e poi per essere ancora più sicuri lo abbiamo portato in 3D per vedere se le curvature fossero perfette. Sabato abbiamo rifatto i telai della frame 2, 3, 4, 5, 6 e 7.
Entro sabato prossimo finiremo le altre.
C'è da dire però che adesso siamo diventati bravissimi nel costruire telai e disegnare al computer.

domenica 3 luglio 2011

Altre 5

Scelgliere l'estetica della barca che ti stai costruendo, non è facile. Abbiamo rifatto ancora decine di cambiamenti in modo che sia perfetta per le nostre esigenze.
Abbiamo preso confidenza nel realizzare i telai della tuga e siamo diventati veloci.
Niente da dire e niente di particolare.  
Ne mancano 3.




domenica 26 giugno 2011

Tuga. L'inizio.

Finalmente dopo almeno 3 settimane di progettazione abbiamo iniziato la costruzione della tuga.
Abbiamo modificato il disegno originale per renderlo un po' meno estremo e più confortevole.
Il pozzetto è stato allargato e abbiamo previsto la doppia timoneria, le sedute del pozzetto sono state allungate  e il passaavanti è stato leggermente ridotto lasciandolo comunque largo e confortevole. Anche il pagliolato del pozzetto è stato alzato per lasciare alle cuccette sottostanti più spazio. La poppa è stata modificata per ricavarne il gavone della zattera di salvataggio. Le linee sono state ammorbidite. E' solo un leggero restaling, le proporzioni, distanze, larghezze e le altezze sono rimaste invariate.
L'unica modifica importante è il pagliolato del pozzetto che è stato alzato di circa 20 cm.
Abbiamo piegato tutte le parti curve con la piegatrice e abbiamo iniziato la costruzione dei telai, il primo è stato difficile e abbiamo sbagliato qualche calcolo ma poi abbiamo preso il via.
Per trovare le curvature giuste sia del deck che della tuga abbiamo riportato il disegno di dix in terra 1 a 1 e tutto è stato facile.
Una volta preso il via dovrebbe essere abbastanza veloce, abbiamo ordinato il materiale mancante per finire il lavoro dei telai ma ne abbiamo abbastanza per andare avanti.

sabato 11 giugno 2011

Il dramma della saldatura

A chi afferma che saldare l'alluminio è difficile dico ... non è difficile è drammatico.
Quando lessi un post di Brian (building odissay) relativo alla saldatura del serbatoio, sogghignai forte del mio "talento" di saldatore. Era disperato, ci mise quasi 2 settimane (se ricordo bene) per tappare le micro falle da dove usciva l'aria a pressione, comprò anche una nuova saldatrice, e tutto questo solo per un serbatoio. Ora sto vivendo lo stesso dramma con il bulbo, l'obiettivo è di tenere lontana l'acqua di mare dal piombo (per non innsescare l'effetto elettrolisi piombo-alluminio), dopo aver saldato tutto ho avuto l'idea di riempire d'acqua il bulbo per vedere quanto ero bravo e per gongolarmi un po'.
In almeno una decina di punti l'acqua filtrava in micro gocce, quasi per traspirazione.
Vi dico solo che ho dovuto comprare una pompa per aspirare l'acqua, da quante volte ho già riempito e svuotato il bulbo. Sembra incredibile, ma facendo un buco con il trapano o un taglio con il flessibile da dove filtra l'acqua e poi risaldarci sopra (dopo avere asciugato bene) non basta.
La cosa incredibile è che l'acqua  passa attraverso 2 cm di saldatura. In pratica bisogna smontare copletamente almeno 4cm di saldatura introrno all'infiltrazione e poi risaldare il tutto.
Ho già dedicato al problema almeno 20 ore e non sono ancora a niente.
La domanda sorge spontanea,  e lo scafo come sarà venuto? booooooooooo.
Mi sa che faremo come Mario del Dix 38. Ci toccherà riempire lo scafo d'acqua.
Prima però faremo un ripasso di tutte le saldature.
La battaglia è appena iniziata. Banzai.

giovedì 2 giugno 2011

La losca

Una donnaccia brutta, cattiva e impicciona, si aggira nei vicoli di Firenze nelle notti fredde e umide, è la Losca. Che brutto nome vero? e invece quando è arrivato il pacco del'azienda Solemar e lo abbiamo aperto è stata un'apparizione celestiale. Bellissima.
Ecco qui il suo book fotografico.
Ma cosa è e a cosa serve? La losca viene istallata all'interno dello scafo a poppa e dentro ci passa l'albero del timone, in pratica serve a regolare la rotazione dell'asse del timone.
In questo caso è costituito da un bicchiere di alluminio non anodizzato che sarà saldato allo scafo e dal blocco principale provvisto di rulli e meccanismi di rotazione.
La losca è avvitata al bicchiere in modo che possa essere rimossa con facilità per eventuali manutenzioni.
La solemar ci ha mandato anche: le viti per il fissaggio,  una cordicella e un rotolino di carta (sembra adesiva).
Se qualcuno sa a cosa servono ..... contattateci.
Grazie



martedì 24 maggio 2011

aaah Dottò ....

Sabato abbiamo ricevuto la graditissima visita di Roberto e sua moglie, 2 futuri colleghi di follia. Si stanno preparando con scrupolo al grande "inizio". Hanno già ordinato l'alluminio che, spero in poco tempo, si trasformerà in un bellissimo Dix 43. E' venuto nel nostro cantiere a toccare con mano quello che lo aspetta e a togliersi qualche dubbio e prima di salutarci ha pronunciato la frase che è alla base di tutto: - "si può fare".
Roberto però con la sua visita ci ha massacrati, è veramente molto preparato e ha molta esperienza, ha studiato già tutto nei minimi particolari e ha avuto una pazienza infinita nello spiegarci le varie implicazioni di scelte che avevamo già fatto e per fortuna non realizzato.
E' doveroso a questo punto aprire una parentesi e ammettere che i sottoscritti costruttori di alemar45 di vela ancora non ci capiscono molto, diciamo che non abbiamo mai posseduto nessuna imbarcazione e che le nostre esperienze sono relegate ad alcune vacanze qua e la sparse per il mondo.
Si, le vele sappiamo che sono simili a delle stoffe bianche (di solito) e che per issarle e manovrarle ci sono appiccicate delle corde che alcuni chiamano "scotte", ma quando si comincia a parlare di armamenti a sloop, cutter e tricchetracche andiamo nel panico, per non parlare di stralli di trinchetta, tormentine, jennaker e spinnaker.
La costruzione della nostra barca nasce proprio dall'esigenza e dalla voglia di imparare ad andare a vela e uno scafo bello robusto di alluminio ci permette di AFFONDARE più facilmente le altre imbarcazioni in caso di manovre non perfette, tanto siamo assicurati.
Roberto ha distrutto tutte le nostre certezze, diciamo che è il destino che ce lo ha mandato nel momento esatto, avevamo già disegnato la tuga, revisionando in modo sensibile il progetto originario e eravamo pronti a partire, ma adesso è doveroso prendere un momento di riflessione e fermarci un attimo.
In pratica ci ha spiegato le ragioni del progetto, a noi il pozzetto non piaceva perché era un po' scarno, spigoloso e a nostro avviso stretto, Roberto ci ha fatto capire le motivazioni delle scelte di Dix e ci ha fornito elementi importanti per comprendere gli armamenti.
Il vickers45AC nasce come cutter, noi lo volevamo modificare a sloop spostando l'albero a provia di circa 1 mt e allargando di conseguenza il pozzetto rendendolo più comodo e ampio (per prendere meglio il sole e farsi gli aperitivi in maniera idonea ... e che diamine), pensavamo inoltre a un bel colore Blue e al Teack everywhere.
Insomma avete già capito, la vernice con l'alluminio rischia di crettarsi per la dilatazione del materiale, il blue non aiuta a contenere la temperatura sotto coperta  e il Teack aumenta i rischi di elettrolisi e il calore e poi ci ha dato molti altri suggerimenti sui quali riflettere.
Avevamo già letto un po' su internet di questi problemi ma un conto è leggere e un altro è parlare.
A questo punto, prima di procedere alla costruzione della tuga è assolutamente necessario capire:
1) che cosa vogliamo noi dalla barca - 2) con quale vele realizzarle - 3) questo diavolo di pozzetto a cosa deve servire - 4) il cestello del ghiaccio con le bottiglie di prosecco dovo lo mettiamo.
Fatto questo possiamo ridisegnare la tuga e ricominciare.
Aaaah Dotto', visto che adesso, spero, ci terremo in contatto, visto che per colpa tua da sabato non dormiamo e che ci sentiamo tremendamente insicuri, visto che sei pure medico, ci servirebbe: sonnifero, antidepressivi e uno psicologo bravo (meglio se ci capisce pure di vela).
Grazie di tutto a te e a tua moglie.
P.S. quando saremo in qualche rada con le nostre barche di alluminio affiancate, vedrai che sarete voi a dover prendere il tender e a venire da noi a bere un daiquiri .... perchè si sta più comodi.