lunedì 28 maggio 2012

Alluminio è bello

Passare quasi un inverno a costruire e distruggere capannoni non è bello.
Plastica e ferro sono sudici, pesanti e non danno nessuna soddisfazione, abbattono il morale. Sabato scorso finalmente abbiamo ricominciato a toccare l'alluminio. E' stato bellissimo. 
Siamo ripartiti con entusiasmo rinnovato.
Abbiamo cominciato il secondo settore a partire da prua, dall'ordinata 1 alla 2 (un metro circa).Il progetto originario prevedeva una sezione adibita alle vele (cala vele) con un portellone. In quella sezione noi abbiamo posizionato invece l'elica di prua e le sue batterie e quindi stivare le vele sarebbe stato pericoloso, perdere però tutto quello spazio ci sembrava uno spreco enorme e abbiamo pensato ad un gavone di prua con 2 portelloni per stivare cime e parabordi.
Questo inverno avevamo preparato i telai e finalmente abbiamo cominciato ad usarli. E' stato divertente lavorare e pensare alla barca. 
Un altra modifica apportata al progetto, dopo aver consultato il Dix, è stata la decisione di realizzare una parete stagna alla frame 2.
In settimana, se troviamo un po' di tempo, finiremo le saldature del gavone e della porta stagna e sabato prossimo posizioneremo il tutto.







lunedì 14 maggio 2012

Siam 3 piccoli porcellin - Capannone 3.0, la sfida

La conoscete la storia dei 3 porcellini? il lupo cattivo che soffia sulle casette ... Quelli siamo noi. Il vento e la pioggia hanno spazzato via la cattedrale, i tiranti di acciaio sono saltati e un temporale pauroso ha scaricato in un attimo quintali di acqua. Il telone indebolito dal vento non ce l'ha fatta a scaricare tutta l'acqua e tutta la struttura si è accartocciata sotto il suo peso.
Fortunatamente la barca non è stata sfiorata. 
Devastati nel morale, abbiamo fatto passare qualche settimana per rientrare in forze e per riorganizzare le idee, abbiamo subito scartato l'opzione di restaurare e riparare il capannone, strutturalmente non idoneo, e abbiamo pensato ad un tunnel tipo serra. Abbiamo navigato su internet nel mondo oscuro dell'agricoltura per prendere alcune idee e poi abbiamo iniziato lo studio del nuovo progetto.
Costruire una capannone di 9 metri di larghezza e 16 di lunghezza per un altezza di 6 che possa reggere 2/3 anni a vento, pioggia e neve non è per niente facile.
Alla fine abbiamo realizzato una mega serra, 9 campate con uno sviluppo di 17 metri, la piegatrice è stata importantissima e da soli abbiamo realizzato le volte.
Come telo abbiamo usato il nylon lunga vita e un ombreggiante al 70%. Un telone di 272 mq costa una fortuna e quindi abbiamo fatto una saldatura di 17 metri lineari per accoppiare 2 teli larghi 8 e lunghi 17 usando un trucco rumeno che, Daniel ci ha regalato (il nylon non si incolla).  La realizzazione della mega serra è stata realizzata grazie all'aiuto di Gianni, Maurizio, Massimo e Daniel, senza di loro non ce l'avremmo fatta.
Ieri, il giorno dopo, come da tradizione di ogni nostro capannone, il vento e la pioggia  hanno attaccato la Serra con rabbia ed odio senza però nemmeno scalfirla. La natura ha accettato la nostra Sfida.  

Nel frattempo Alessio a lavoro si è rotto una costola e chi vi scrive è diventato babbo per la prima volta. 2 uomini in quasi 2 anni non sono riusciti a fare niente di buono, mentre una donna in nove mesi da sola ha costruito una nuova vita. 

Diego Leone è nato il 30 marzo del 2012  alle 6:40 con un peso 3870 gr.  
Tanti auguri amore mio e buon vento.



domenica 18 marzo 2012

Realizziamo passauomo e osteriggi in alluminio di qualsiasi forma e misura..

Finalmente oggi abbiamo terminato tutti i telai da saldare a filo coperta, la stagione sta migliorando e la primavera arriva velocemente.
Questa operazione ci ha un po' bloccati perché senza questi non potevamo procedere con l'inizio della copertura dello scafo, volevamo saldare i telai al banco e non sulle lamiere già posizionate.
Le temperature sono adesso gradevoli e la barca ci manca da morire, non vediamo l'ora di tornare in cantiere.
Ammirate questi capolavori.

domenica 19 febbraio 2012

Osteriggi a filo coperta in alluminio.



6 osteriggi fatti, a questo punto ci mancano ancora i contro telai dei 2 passauomo e dei 2 portelloni di prua, tutti questi telai saranno poi saldati alle lamiere che rivestiranno la tuga, per questo motivo infatti non possiamo cominciare la chiusura dello scafo.
Ci sono opinioni discordanti sugli osteriggi a filo, esteticamente sono indubbiamente molto belli ed è sicuramente più comodo stendere il prendisole; in navigazione sbandata invece tolgono a volte un valido appoggio al piede in alcuni punti e il rischio che all'apertura dello sportello entri un po' d'acqua, se la coperta è bagnata, è più elevato. L'unica certezza è che costano tento, acquistarli in alluminio a volte può essere proibitivo. Noi a realizzarli da soli otterremo un bel 10 al prezzo di 1.

Noi non abbiamo mai avuto dubbi. Tutto a filo. Lo sgocciolatoio lo abbiamo realizzato ampio e profondo e metteremo 2 vie di svuotamento per evitare tracimazioni.

Il risultato è per adesso eccezionale.

domenica 5 febbraio 2012

Portellone stagno alluminio, l'inizio dello svuotamento.

La dannata neve, il vento forte e il freddo, che tentano di distruggere per l'ennesima volta la nostra roccaforte (ci siamo rifiutati di andare a vedere se i 3 elementi naturali ce l'hanno fatta), ci hanno costretti a rifugiarci nel capannone di Ale e a iniziare lo sviluppo dei boccaporti, osteriggi, ecc.
Il prezzo di un passa-uomo a filo in alluminio è per noi proibitivo quindi decidemmo di farceli (vedere post precedenti). Siamo partiti dal pieno, e forti del nostro antenato più illustre che sosteneva che la bravura sta nel togliere e non nell'aggiungere, abbiamo iniziato le prove.
Il profilo più facile da realizzare era la "U" del portellone stagno della paratia alla frame 2 di prua.
Il nuovissimo pantografo che costa più della barca (in effetti meritava comprarsela già fatta invece di acquistare un macchinario più costoso dell'oggetto stesso da costruire),  non era mai stato ancora provato con l'alluminio e quindi, piano piano abbiamo realizzato la piazzatura in MDF e iniziato le prove. Il risultato è stato esaltante, il lavoro è di una precisione e bellezza da far impallidire qualsiasi altro profilo.
La prossima volta inizieremo con i profilati più complessi.


(siamo partiti dal pieno perchè è impossibile trovare profilati già fatti in lega 6082 e soprattutto perchè non esistono le curve, se avessimo deciso invece di fare tutti gli osteriggi con angolo vivo e se avessimo trovato il profilato giusto e la lega giusta, avremmo dovuto saldare tutti i pezzetti e seguire il profilato senza deformare il tutto. Impossibile. Altre aziende si affidano alla fusione ma c'è bisogno dello stampo che per piccoli numeri non è conveniente) .
video

Riscaldamento del pianeta

Come disse il saggio Bruno: - "Magari"

lunedì 30 gennaio 2012

Gearbox, astuccio, gavone di prua, piombo, serbatoi, Ondanera e tanti tanti errori

Non so da dove iniziare, o meglio, non so da quale errore cominciare questo post, che sarà lungo e dettagliato. Premetto che sono errori già risolti. Per la maggior parte dei naviganti saranno banalità infuse alla nascita ma per noi, sono stati problemi che ci hanno tolto il sonno. Abbiamo passato ore a guardarci in silenzio, ognuno a frustare il proprio criceto di nome Brain, per far girare la ruota più veloce in attesa di una soluzione. Di fondamentale importanza, per 2 ignorantoni come noi, è la conoscenza di persone che ne sanno di più, la cosa difficile è poi rimanerci amici,  per colpa delle troppe domande stupide, ma questa è un altra storia.
L'errore, come sempre, nasce dalla pigrizia, i disegni di Dix hanno tutte le informazioni, anche se a volte sono difficili da trovare.
Quando lo scafo era capovolto, abbiamo deciso di fare i tagli dei serbatoi nella chiglia, naturalmente era molto più agevole la posizione e ..... presi dall'entusiasmo, ne abbiamo fatto qualcuno di troppo, "meglio ispezionare bene il serbatoio". La conclusione è stata che li abbiamo dovuti ritappare quasi tutti, prima uno per un motivo, poi un altro per un altro motivo, alla fine Dix l'ha avuta vinta.
Con fatica ci siamo dovuti rimettere a studiare tutti i disegni e abbiamo fatto tutti i rinforzi della zona sopra la chiglia e i telai, con i propri tappi, dei serbatoi. Arrivati a preparare il letto del motore, abbiamo deciso di portare il nostro Yanmar da 62 cavalli, usato, in cantiere per prendere le misure. E li è nato il dramma, il motore non era allineabile alla linea d'asse, in pratica, avevamo con un laser tracciato per punti il passaggio dell'astuccio (il tubo da dove passa la linea d'asse), e di conseguenza sbranato lo scafo per far passare il tubo, ma l'asse del motore risultava più alto di almeno 9 cm. Presi dal panico abbiamo rimisurato tutto lo scafo e tutte le misure sono risultate precise al millimetro, scavare nello scafo non  potevamo e allora abbiamo mandato una montagna di accidenti al progettista che ci aveva consigliato il motore.
 Appena ci siamo sfogati contro l'innocente e disponibilissimo Dix, abbiamo guardato meglio il motore e abbiamo osservato una protuberanza sospetta, dopo una breve indagine abbiamo scoperto che quel coso aveva pure un nome Gearbox (cambio)  e pure una marca e un codice. Kanzaki  KM4A 2.14 ratio, aaaahhhh ecco qual'era il gearbox. Abbiamo cercato su internet e abbiamo visto che ce ne sono di diversi tipi e marche, uno in particolare era un kW20A che aveva l'asse più in basso di 9 cm, eccoli. Abbiamo scritto a Dix,  spiegando il problema ma omettendo il kw20a,  dopo qualche ora ci ha scritto che il gearbox per la nostra barca era proprio quello. Ebbene, il modello è fuori produzione e introvabile. Abbiamo pensato ad un acquadrive e a tantissime altre soluzioni, alla fine Roberto di Roma ci ha parlato del suo che è uno ZF, con questa sigla e grazie a google abbiamo trovato un gearbox ZF30M compatibile con il nostro motore. Abbiamo ripreso tutte le misure e miracolo, il motore ci sta. Sospiro di sollievo (gearbox ordinato). Siamo passati poi all'istallazione dell'astuccio, (il famoso tubo), sabato, abbiamo impiegato un giorno per allinearlo perfettamente, la precisione deve essere millimetrica, a fine giornata ci siamo riusciti e lo abbiamo appuntato. Domenica felici e baldanzosi siamo andati in gita a Roma a trovare Roberto e il suo Dix43 in costruzione, ha iniziato dopo ma è già più avanti di noi. Una magnificenza, un lavoro eccellente, è stato emozionante entrarci dentro ma è stato altrettanto frustrante quando siamo andati a cercare i difetti che invece non c'erano. Abbiamo appreso una marea di informazioni e idee, Roberto è veramente preparatissimo, ha una grandissima esperienza e ha studiato tutto alla perfezione. Abbiamo passato tutto il giorno a parlare delle 2 "bambine", giornata splendida e mangiata di pesce ad Anzio. Tornando al Dix43, Alessio osservando il foro per l'astuccio, si accorge che non è centrato con la center line ma leggermente spostato a destra (se guardato da prua verso poppa) e anche il motore è leggermente "storto". Roberto, con naturalezza, ci ha detto "ma come non lo sapete? tutti sanno  che gli astucci sono leggermente decentrati, altrimenti come fate a togliere la linea d'asse?", siamo sbiancati, io volevo buttarmi in mare, (ancora non c'era e allora ho desistito) Alessio ha balbettato frasi sconnesse del tipo " la linea 'asse? e che cosa è?", appena la cappa si è levata dai nostri cervelli fumanti, ho acceso il portatile per rivedere i progetti e .... porca miseria. nel disegno di Dix si vede che in effetti, la linea d'asse è leggermente spostata. Abbiamo scritto a Dix e ci ha confermato che se non vogliamo togliere il timone tutte le volte che vogliamo sfilare la linea d'asse, dovremmo inclinare di un grado l'astuccio, tanto da "scappare" dallo skeg. Meno male che avevamo solo appuntato il tubo, tolleranza ne abbiamo e faremo anche questo. Siamo consapevoli che questa è la parte, per noi più complessa e oscura dello scafo e anche quella che da meno soddisfazione, lavori lavori e sei sempre li, "tutto questo casino per piantare un tubo?" ("direbbe i mi babbo"). Fatto questo, inizia il divertimento, la chiusura del cerchio.


Veniamo adesso alle cose positive, 2 righe perchè le cose che riescono bene e facilmente non ci piace raccontarle. Siamo nel frattempo arrivati alla quota di 4250 kg di piombo, ne mancano solo 1000kg esatti, ma i presupposti sono buoni, qualche contatto lo abbiamo. Sono già fusi dentro la chiglia per paura che ce lo rubino.
Mentre pensavamo al gearbox, per aumentare un po' di morale, abbiamo finito il gavone di prua e iniziato a camminare sulla barca.
I telai dei tappi del serbatoio sono stati realizzati con profili 30 x 30 pieni, forature e filettature cieche, i telai sono stati saldati a filo scafo per stare più bassi possibili (meno male, almeno questa l'abbiamo indovinata, altrimenti il motore col piffero che ci stava).