martedì 28 marzo 2017

Strumentazione a Bordo

Anche qui abbiamo fatto tutto da soli e non ci siamo fatti mancare nulla o quasi.
Tutta la strumentazione è Raymarine, lo schema lo ha progettato direttamente la filiale di Milano  e anche il supporto è stato diretto.
L'unica discussione/riflessione è stato tra Radar o  AIS o tutti e 2, naturalmente l'ovvio ci portava a entrambi ma per i costi abbiamo poi optato per il solo Radar, appena ci siamo ripresi economicamente non escludiamo il suo inserimento a bordo.
Lo schema è molto semplice e ha funzionato tutto alla prima (solo il radar non funzionava e ci ha fatto perdere molto tempo, dopo svariate prove è risultato guasto e ce lo hanno sostituito prontamente in garanzia).
Antonio Toso ha provveduto a constatare il corretto funzionamento, ad aggiornare il software e configurare il pilota automatico.




lunedì 27 marzo 2017

Impianto Elettrico Barca Alluminio

Farsi l'impianto elettrico in casa non è poi così difficile, ci vuole tempo ma si può fare, alla fine c'è sempre un filo rosso e uno nero, questo è stato il nostro mantra fin dall'inizio.
L'importante è abbondare con i corrugati e scatole di derivazione grandi.
Noi avevamo previsto 4 dorsali a dritta e 4 a sinistra di 35 mm e una scatola  di derivazione ogni 2 mt circa, ma non è bastato, i fili da passare sono tanti, noi poi avevamo scelto di prevedere tutto il possibile e quindi di cavi ce ne vuole qualche chilometro.
Come si parte? tutto ruota intorno al circuito primario e al quadro, il quadro si progetta dopo aver scelto cosa uno ci vuole in barca, semplice vero?
Noi non ci siamo fatti mancare niente.
Ancor prima di iniziare la costruzione è stato necessario scegliere tra 12V e 24V, la nostra ignoranza ci ha spinti sul 12V perchè ... perchè non conoscevamo la differenza e ci sembrava più facile, tornassimo indietro assolutamente sceglieremmo il 24V.
Ma la differenza qual'è? secondo noi nessuna perché alla fine qualsiasi strumento è possibile acquistarlo a 12V o a 24V ma le sezioni dei cavi necessari per il 24V sono molto inferiori, questo si trasforma in un risparmio in rame (soldi) e in peso.
Torniamo ai quadri, noi abbiamo la barca dotata di: Sentina, WC Elettrico, Maceratore, Livello acque, Prese a 12V, VHF, Strumenti, Pilota automatico, Stereo, Ventilatori, Pompa acqua mare, Riscaldamento, Frigorifero, Frizer, Autoclave, Dissalatore, Luci Via Vela, Tricolore, Luce Fonda, Luce Crocetta, Luci Via Motore, Luci di Cortesia, Luci interne Sinistra, Luci interne Dritta.
Per l'alternata: Boiler, Prese 220, Forno.



Lo scafo è in alluminio e quindi deve essere a poli isolati, come si traduce il tutto? gli interruttori devono staccare sia il nero che il rosso, anche tutti gli stacca batteria devono essere bipolari ma la cosa più importante è che bisogna stare attentissimi, per evitare le correnti galvaniche, a non toccare mai lo scafo né col negativo né col positivo, la massa non esiste,
La struttura dell'impianto è "stellare", cioè tutte le utenze devono andare direttamente al quadro, le scatole di derivazione non servono per fare le giunture tra i neri e i rossi per "ripartire", servono per passare i cavi, quindi, da ogni punto luce, motore, ecc, partono 2 cavi (+/-), che vanno al retro quadro.
La sezione dei cavi è importante e questa va calcolata rispetto ai consumi dell'apparecchio da alimentare, noi abbiamo usato il 2,5, il 4 e il 6, per le utenze e vari motori. Altra cosa sono i cavi del circuito primario. Nel dubbio, abbondare. 
Per illuminare lo scafo abbiamo adottato le strisce di led e i trim per regolare (a pulsante) l'intensità delle luci.
Concettualmente lo schema stellare aiuta molto, soprattutto se si fa l'impianto in un periodo di tempo molto lungo (l'impianto è stato fatto in un inverno, da una sola persona avanza tempo, mentre l'altro lavorava agli interni).
I cavi del circuito del 240 devono passare da corrugati e scatole diverse da quelle della corrente continua.
Tutti i cavi, come dicevamo prima, devono poi raggiungere il retro quadro, e li uniti tramite morsettiere. dalle morsettiere poi partono i 2 poli che vanno agli interruttori del quadro.
Tutti i terminali sono stati giunti solo con tubi e cappucci termoretraibili, il rame nudo non deve esistere. Sarebbe stato meglio usare cavi stagnati, ma in Italia non siamo stati capaci di trovare nessuno che li vendesse, esiste un produttore inglese e uno nord americano, ma onestamente non avevamo voglia di iniziare spedizioni internazionali, ecc. e abbiamo comprato tutto da osculati,

Assolutamente indispensabile leggere sempre con attenzione e conservare con cura, tutte le istruzioni di tutti gli elementi da collegare, ci sono determinati elementi che non possono stare vicino ad altri o alla strumentazione, quindi bisogna fare molta attenzione.

Il circuito primario merita invece meriterebbe un capitolo apparte, anche qui non ci sono cose proibitive, bisogna fare attenzione e andare avanti per piccoli passi.
Il tester qui è assolutamente necessario.
Diciamo subito che noi abbiamo comprato tutti gli elementi del circuito da Zerbinati David e Ivan, senza di loro per noi sarebbe stato impossibile muovere un solo passo.
Abbiamo passato un giorno intero con Ivan che ci ha spiegato tutto e soprattutto, ha risposto a tutte le domande, anche molto stupide, che gli abbiamo posto, del resto chi ha fatto tutto l'impianto non aveva mai passato un cavo in vita sua e non sapeva usare nemmeno il tester, immaginatevi quindi la pazienza che hanno avuto gli Zerbinati.
Il progetto è stato da loro progettato per noi.

L'alternatore (Balmar) deve essere a poli isolati, Victron invece sono l'isolatore di massa e il combi/invertor.
6 batterie 12V 105 A Haze al GEL per i servizi, 2 batterie per l'elica di prua e 1 Batteria AGM per il motore. Victron anche il dual charge dei pannelli solari.
Il supporto (psicologico) di IVAN è stato indispensabile, durante la realizzazione del primario sono nati diversi dubbi per noi enormi, prontamente ridimensionati da Ivan.
La parte più ostica è stata la parte inerente al motore, relè, 12V sotto chiave (non riuscivo proprio a capire come stavano le cose).

Per scelta, non entriamo nello specifico, questo è il circuito di Alemar e non di altre barche e tutto quello qui scritto non deve essere assolutamente preso e applicato ad altre barche, è necessario infatti assolutamente rivolgersi a ingegneri e tecnici abilitati alla progettazione.

Alla fine ha funzionato tutto alla prima, luci, pompe, elica di prua, salpa ancora, livelli carburante, acque grige e serbatoi acqua potabile e tutto il resto, incredibile vero? anche per noi.
Il collegamento dell'alternatore è stato però fatto da Antonio Toso, un tecnico che lavora nelle zone di Rosignano, naturalmente a secco il motore non poteva essere azionato e quindi le prove non potevano essere fatte e poi avevamo bisogno assolutamente di un confronto per avere certezza che quello fatto andava bene, avevamo quindi trascurato volontariamente questa parte. Giornata interessante quella passata con Antonio, ci ha dato qualche consiglio molto utile. 
La cosa importante è stringere con molta forza tutte le parti potenzialmente mobili per evitare cortocircuiti, cosa che dove esser fatta anche ricorsivamente con la manutenzioni ordinarie e durante i controlli.






venerdì 17 febbraio 2017

Ci è dolce il nostro navigare.

video
Per la prima volta ... il mare.
Grande emozione.
Dopo 10 minuti il pannello del motore ha iniziato a fischiare come un aquila, tutti fermi.
Il motore non aveva una goccia d'acqua.
A bordo niente e il tender rigorosamente a terra.
Fortunatamente i giorni precedenti aveva piovuto e avevamo inavvertitamente lasciato un secchio di plastica.
Filtrata quel poco di acqua piovana e riabboccato il motore, siamo ripartiti.
Il mare era calmo e la giornata semplicemente meravigliosa.
Dolcemente e lentamente abbiamo lasciato il porto di Cecina e raggiunto il porto di Cala dei Medici a Rosignano. Per un po' rimarremo ormeggiati li.
La calma serafica del nostro amico e Skipper ha reso la navigazione ancor più bella e sicura.
Appena giunti a terra abbiamo comprato il liquido di refrigerazione e riempito il radiatore (se così si chiama).
Bisognerebbe tirare le orecchie al motorista che lo ha revisionato.
Non abbiamo potuto spingere molto il motore a causa del problema del surriscaldamento, ma per un attimo abbiamo raggiunto i 6 nodi ad un regime di 2000 giri del motore.
Che gioia.

giovedì 26 gennaio 2017

Albero

Gli eventi importanti si susseguono troppo velocemente e siamo stanchi e storditi come pugili per colpa delle grosse emozioni che ci piovono addosso come cazzotti.
Il giorno del varo è stato durissimo, ci siamo svegliati molto presto e abbiamo cercato con tutte le forze di finire invano quello che ci eravamo prefissati, purtroppo non si è mai pronti.
All'ora prefissata è arrivata puntuale la gru e siamo dovuti scendere dalla barca quasi a strattoni, la processione con il mezzo telecomandato che trasportava la barca al pontile del varo è stata un agonia, eravamo tutti dietro in silenzio a passo di funerale.
Poi la gru l'ha imbracata e in un attimo era in acqua con le fasce che la tenevano, siamo saltati su in un sol balzo e ci siamo precipitati giù a controllare le prese a mare, 1, 2 , 3, 4 ... abbiamo perso il conto. 
Miracolo erano tutte asciutte, nessuna infiltrazione, niente. 
E tutti gl'incubi funesti che per 6 anni ci hanno accompagnato? 
Siamo risaliti su e abbiamo dato l'ok, la barca galleggiava, a questo punto abbiamo tolto le fasce e la barca è rimasta dritta.
Poi abbiamo messo in moto e dopo un piccolo intervento, l'acqua dalla marmitta ha cominciato a fluire. Le emozioni non si possono descrivere quindi meglio rinunciare.
A questo punto ci siamo staccati dal pontile per raggiungere il molo a noi assegnato e abbiamo ingranato la marcia in avanti e dato gas, stranamente la barca ha cominciato ad andare all'indietro, marcia indietro e la barca andava in avanti. Vabbè abbiamo sbagliato qualcosa.
A questo punto abbiamo affidato la nostra barca alle mani esperte di un nostro amico skipper di nome Marco che dolcemente ci ha condotti all'ormeggio. Noi non abbiamo avuto coraggio nemmeno di toccare i timoni, non eravamo pronti psicologicamente.
All'ormeggio abbiamo cominciato a sorridere come scemi e insieme a massimo e Marco abbiamo finalmente aperto una boccia di champagne e abbiamo festeggiato.
La giornata infinita era finalmente finita. 
Il peso della barca è risultato essere 14.5 Tonnellate.
Nei week end successivi abbiamo terminato tutto il fuori, roll-bar, quadro dei comandi, luci esterne, ecc. Onestamente lavorare al mare e sul mare è veramente un altra cosa, quasi una gioia. 
Ed eccoci qui al completamento di una barca a vela, l'alberatura.
Ci eravamo affidati alla Velscaf di Franco Manzoli di Genova, la scelta era ricaduta su di lui perchè con noi si è comportato fin da subito molto bene e alla fine ha confermato le nostre aspettative, persona onesta e molto umile, cosa rara in questo mondo.
Ci ha dato dei consigli utili attenendosi però al piano velico di Dix. 
L'albero di alluminio è verniciato bianco e alto 19,40 metri, 3 crocette in linea, strallo di prua e di trinchetta, paterazzo sdoppiato per facilitare l'ingresso in barca dal pontile.
I rinvii tutti in pozzetto. Lunedì in 3 lo abbiamo scaricato e montato, ieri lo abbiamo istallato sempre in 3 persone. 
Impressionante, di una bellezza unica (per noi), sicuramente si fa notare, lo Stesso Franco era veramente molto soddisfatto.
Il vento ieri era abbastanza forte la mattina alle 11 e abbiamo avuto non pochi problemi a piazzarlo nella sua base.
Alla fine però ce l'abbiamo fatta e abbiamo iniziato a fissare le sartie alle lande, dopo un pò l'albero è rimasto in piedi da solo.
Wooooouuuu, una barca a vela.
Con l'occasione abbiamo  per la prima volta preso possesso da soli della nostra barca e con questo immenso albero siamo tornati all'ormeggio.
Non so se per colpa del vento, o dell'emozione, o la non conoscenza della barca  o la nostra incapacità o molto probabilmente tutte le cose messe insieme, sta di fatto che per centrare quel piccolo maledetto molo, ci sono voluti 6 tentativi. Uno spettacolo che in pochi hanno avuto la fortuna di vedere. Miglioreremo con il tempo? forse.
In banchisa abbiamo poi montato il boma e con il bansigo siamo saliti per la prima volta all'altezza della seconda crocetta a tirare le diagonali. 
Ultimi ritocchi del sapiente Franco e finalmente l'alberatura era finita.
In concomitanza è arrivato anche il velaio che a preso le misure per farci un preventivo.
Un altra giornata infinita era finita.














venerdì 30 dicembre 2016

Come si realizza un sogno?

Ecco la ricetta.
Prima di tutto dovete procurarvi acqua salata a volontà, poi prendete 6 anni della vostra vita, tutti i vostri risparmi, gli affetti della famiglia, gli amici, tutte le vostre forze, dubbi e certezze, le speranze che riuscite a trovare, un pizzico di salute e infine l'ingrediente più importante, lo scettimismo e le teste dondolanti  di tutte le persone alle quali avete raccontato il vostro sogno, senza questo è inutile tentare ... non esce niente di buono.
Amalgamate il tutto energicamente per circa 60 secondi.
Modellate infine il composto così ottenuto nella forma che più vi aggrada:  casetta, libro, parco giochi, cavallo, studi, spiagge bianche, il giro del mondo, quadri, poesie; la forma non ha nessuna importanza, noi in questo caso abbiamo scelto una barca.
Inzuppate il tutto nell'abbondate acqua salata di cui sopra e se galleggia vuol dire che il vostro sogno si è realizzato.



















giovedì 22 dicembre 2016

Parliamo di sensazioni, emozioni e libertà.

6 anni 2 mesi e 18 giorni confinati in un campo pieno di ratti grossi come capibara e a combattere con zanzare tigri assassine, assetate e assatanate, "Tutti a casa" direbbe Comencini.
15 giorni fa abbiamo ricevuto la bramata e temuta drammatica telefonata, "abbiamo i permessi per il trasporto eccezionale, veniamo il 19 dicembre". I nostri cervelli già in pappa si sono spezzati.
Naturalmente non eravamo pronti, ma la verità è che non lo saremmo mai stati.
Gli interni erano da finire, parti dell'impianto elettrico e idraulico da collaudare, il motore da ri-accendere, linea d'asse da collegare al motore, tenuta PSS da montare, bitte da fissare, anti-vegetativa da ordinare, documenti da preparare e riorganizzare, nome e targhette da stampare, tutti gli elementi di sicurezza da comprare, porto da contattare, ecc.. 
Abbiamo lavorato come matti ma alla fine, di tutte queste cose,  non ne abbiamo terminate nemmeno una. 
Il 20 dicembre il varo? ci proviamo. 5 giorni prima ci è preso lo sconforto totale, Massimo, "i trombaio",  è venuto ad allacciare i vari rubinetti e a dare acqua all'impianto, tutte le giunture che avevamo fatto perdevano copiosamente acqua, "L'acqua è fina". 
L'abbiamo allagata 5 o 6 volte, poi, finalmente, tutto ha funzionato, senza Massimo saremmo affondati alla prima doccia.
Un grazie di cuore Massimo. Per merito suo ci siamo fatti anche il primo caffè.
Ridotti a questo punto al sabato per accendere il motore e a istallare la linea d'asse e l'elica Radice, quello che poteva andare storto è andato storto. Giornate di fallimenti continui, tutto il sabato per accendere il motore, alla fine, Luigi, il motorista Yanmar, che ha avuto bontà di noi, ci ha aiutato e guidati verso l'accensione. Abbiamo avuto tutti i problemi che incontreremo nei prossimi 10 anni e il nostro bagaglio tecnico e di esperienza è stato inestimabile, credo che a breve la Yanmar ci manderà il diploma yanmar per posta.
Domenica, ultimo giorno prima del varo, la seconda giornata fallimentare. Abbiamo sbagliato tutto quello che potevamo sbagliare, abbiamo messo il grasso dove dovevamo mettere la loctite, abbiamo letto per ore il manuale di istallazione della tenuta dell'asse sbagliata, e soprattutto non abbiamo trovato i 4 grani della anello di tenuta. 
" che lavoro schifoso"
 "potrebbe essere peggio"
 "e come?"
 "potrebbe piovere".
Le previsioni per la notte del 19 e il 20 annunciavano pioggia.
Impossibile varare la barca, ma ci proveremo comunque.
La notte del 18 è stata la notte più fredda del mese, le temperature sono scese di molto sotto lo zero, e quel maledetto campo umido ha fatto il resto. Abbiamo fissato presto la mattina del trasporto per fare un ultimo tentativo ma, abbiamo trovato la barca sotto un centimetro di ghiaccio, impossibile fare qualsiasi cosa. alle 9 ci hanno chiamato annunciandoci la loro presenza al cancello automatico di ingresso al campo topestre. Fine dei giochi.
La gru da 100 Tonnellate era bellissima, il camion per il trasporto esagerato.
L'azienda da noi scelta era la Piccini Trasporti, in verità sono stati loro a scegliere noi, ci siamo fatti fare diversi preventivi ma il tecnico che si occupa dell'organizzazione, Leonardo, a giugno è venuto a trovarci; credo si sia mosso a compassione vedendo 2 disperati semi-cadaveri, oppure è stata il sapore inebriante della sfida a se stesso, alla sua azienda e ai suoi colleghi che lo ha spinto a volere il lavoro.
Chi in questi anni è venuto a trovarci, sa che era impossibile uscire da li.
Il vantaggio di avere avuto la Piccini Trasporti di San Miniato dalla nostra parte è stato che loro, hanno portato sia il camion che la gru, gli altri fornivano o il trasporto o la gru, impossibile secondo noi coordinare tutto ciò con 2 aziende diverse, impossibile.
Fabio alla gru da 100, Alberto al trasporto e Leonardo alla coordinazione, sono stati semplicemente fantastici.
Sicuri e concentrati per 9 ore consecutive,  mai si sono persi d'animo e soprattutto hanno mantenuto la calma fino in fondo e non era facile credeteci.
Nel frattempo noi non ci siamo certo goduti il momento, abbiamo dovuto smontare tutta la struttura (con l'aiuto di Fabio alla gru), con il pensiero di fare il varo il giorno dopo alle 9 di mattina.
Chi vi scrive non dormiva, per colpa dei pensieri da una settimana, notti insonni a cercare su internet soluzioni che non esistono; non so se la stanchezza ha influito sul cervello, ma sta di fatto che ho passato una giornata di depressione totale. 
Quando abbiamo tolto la struttura, finalmente dopo 6 anni abbiamo potuto vedere per intero ALEMAR, nessun orgoglio, solo il sentimento di scoprirmi folle. Sono pazzo, sono pazzo, questa volta ho fatto il passo più lungo delle mie 2 gambe messe insieme (la mia caratteristica principale).
Ecco l'Icaro de noattri. 
Poi alla scoperta della follia è subentrato il disgusto di quell'affare lassù nell'aria appeso a 5 mt di altezza a delle cinghie arancio fiammanti, successivamente il sadismo è subentrato al disgusto e ho cominciato a sperare che la buttassero giù  loro, l'avrebbero distrutta, "siiiii  dai vieni giù, dai, cosi posso incolpare qualcun altro e mi evito l'affondamento di domani".
Dopo aver trattato male mio padre che continuava a parlarmi nell'orecchio di cazzate, mentre stavo affondando con la barca nei miei pensieri, ho preso coscienza e con essa è giunta la decisione più saggia degli ultimi 30 giorni. La porto al mare ma la metto sui ceppi.
Alessio ha appoggiato con entusiasmo la mia proposta e mentre mio padre continuava a frantumarmi i gioielli, ho telefonato al porto e ho detto loro che il varo "non sa da fare", una marea di discussioni perché non avevano gli né gli invasi né il posto, ma per me erano parole vuote. La decisione era stata presa. Finalmente ho acceso la luce e da quel momento tutto è cambiato, ho alzato gli occhi e quella bellezza era ancora lassù che dondolava lievemente, le ho chiesto perdono  di aver desiderato la sua morte, dopo poco si è adagiata dolcemente sull'invaso del camion.
Alle 17 circa era finalmente in strada, in attesa della scorta che sarebbe arrivata alle 21:00, ora della partenza. Salutati e ringraziati Fabio e Leonardo siamo andati a cena con Alberto che era rimasto solo, una bella serata di chiacchiere poi siamo tornati al camion, la barca era ancora li, bellissima.
Le 3 auto della scorta sono arrivate e alle 21:00 siamo partiti, le luci di tutti quei lampeggianti erano suggestive e il riflesso sulle fiancate lucide magnifiche. 
In 2 abbiamo iniziato quest'avventura e in 2 eravamo a seguire la nostra creatura.
E' stato un vero viaggio fisico e mentale, inevitabile ripercorre tutte le tappe, ci eravamo immaginato quel momento per anni.  Abbiamo imboccato la Firenze Pisa Livorno e in 2 ore circa siamo arrivati a Marina di Cecina. Salutato Alberto siamo andati a dormire in albergo. 
Finalmente una lunga notte di sonno senza sogni.
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La mattina siamo andati al porto e abbiamo discusso per un ora, loro insistevano nel volerla buttare in mare, noi a spiegargli che non aveva la tenuta e che sarebbe affondata in pochi minuti, loro a insistere che non c'era posto (in effetti era vero), il gruista che voleva andare via, il camionista che giustamente voleva andarsene a casa e noi irremovibili.
Alla fine l'abbiamo spuntata con la promessa che avremmo fatto il varo entro il 30 Dicembre.
Ci proveremo, in fondo... 
"La sconfitta non è il peggior fallimento. Non aver tentato è il peggior fallimento." 
(George Edward Woodberry)